Festival internazionale di scacchi

Marco Gerolamo Vida

Marco Gerolamo Vida


Vida fu l'autore del pi¨ celebrato poema scacchistico di ogni tempo

Uno tra i pi¨ illustri cittadini cremonesi, Marco Gerolamo Vida, importante figura di poeta ed erudito, oltrechÚ di religioso, del XVI secolo, giÓ nel 1507 aveva dato inizio, assieme ad altri carmi, alla stesura dello "Scacchia Ludus", forse il poema scacchistico pi¨ celebrato di ogni tempo. Questa opera, oltre naturalmente ai meriti personali, gli valse l'attenzione del papa dell'epoca, Leone X, a sua volta appassionato cultore degli scacchi, che lo volle alla corte pontificia attorno al 1510. La diffusione dello "Scacchia Ludus" fu enorme: trecento circa furono le edizioni del poemetto, sia in latino che nelle pi¨ importanti lingue europee. Si pu˛ dire senz'altro che faceva parte del bagaglio culturale d'obbligo dell'epoca rinascimentale.

La vicenda narrata Ŕ a sfondo mitologico. Giove ed altri dei partecipano al banchetto nuziale in occasione del matrimonio tra Oceano e la Terra. Oceano stesso presenta ai convitati una scacchiera con i relativi pezzi, spiegando agli astanti le regole del gioco, invitando poi a misurarsi Apollo e Mercurio. La sfida infuria tra mosse d'ingegno e trucchi di basso rango, con continui interventi dall'esterno da parte dei numi protettori dei due contendenti. Alla fine Mercurio riesce a prevalere e Vida descrive in versi il finale di Re e Donna contro Re fino allo scacco matto. Mercurio vittorioso seduce quindi la ninfa Scacchide donandole la scacchiera e insegnandole le regole del gioco. Da questi fatti, secondo Vida, ebbe origine il gioco degli scacchi, derivando il loro nome da quello della ninfa.

Diverse sono le curiositÓ scacchistiche di questo componimento: il moderno Alfiere veniva chiamato "Sagittifer" (termine poi completamente caduto nell'oblio), il diritto a muovere per primo dipendeva dal sorteggio (mentre oggi muove per primo chi conduce i Bianchi). In ogni caso al Vida interessava mettere in luce l'alto valore morale del gioco degli scacchi, basato sull'ingegno, contrapposto ai giochi dei dadi e delle carte, in cui la fortuna aveva un ruolo determinante. Come ben afferma il Cavitelli nel suo saggio "Sulle opere poetiche di M. Girolamo Vida" "egli mirava in ispecie a far notare come, in virt¨ di quel gioco, noi possiamo acquistare delle qualitÓ di non poco peso nel corso delle nostre azioni, come la previdenza, la circospezione, la prudenza e l'abitudine di guardare con occhio sicuro tutti gli avvenimenti, di sapersi ben comportare in tutte le vicende della vita, di non perdersi d'animo durante i pericoli".

Franco Romagnoli






link esterno alla Federazione Scacchistica internazionale
link esterno alla Federazione Scacchistica Italiana
link esterno al Comitato Regionale Lombardo